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Coltura Idroponica

UNA TECNICA DI COLTIVAZIONE INNOVATIVA

Per coltivazione idroponica s'intende una delle tecniche di coltivazione fuori suolo: la terra è sostituita da un substrato inerte (argilla espansa,perlite, vermiculite, fibra di cocco,lana di roccia, ecc.). La  pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva composta dall'acqua e dai composti (per lo più inorganici) necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla normale nutrizione minerale. 

La tecnica è altrimenti conosciuta con il termine di idrocoltura. La coltura idroponica consente produzioni controllate sia dal punto di vista qualitativo sia igienico-sanitario durante tutto l'anno.

L'IMPIANTO

L’impianto è stato progettato per costituire l’anello finale della filiera di trattamento del rifiuto mediante l’applicazione di tecniche e tecnologie in grado di minimizzare l’impatto ambientale e il bilancio ecologico dell’azienda nel complesso delle sue attività.

Il progetto propone un modello che, partendo dal trattamento chimico fisico dei rifiuti, ottiene fanghi da smaltire in apposita discarica e soluzioni nutritive per l’alimentazione delle colture idroponiche.

Il ciclo di trattamento ha inizio dall’impianto chimico fisico dove avvengono la chiariflocculazione e la separazione delle fasi liquida e solida del rifiuto. Particolare attenzione viene posta alla scelta degli additivi e reagenti utilizzati nel processo depurativo in modo da trasformare le acque trattate in vere e proprie soluzioni nutritive.

Le vasche di coltivazione idroponica, sono impermeabilizzate, ripiene di vari tipi di substrato in funzione delle colture allevate e delle soluzioni nutritive utilizzate.

Grazie al prototipo sviluppato in azienda e alle sperimentazioni effettuate nella realizzazione dell’impianto è stata prevista la costruzione delle diverse tipologie di vasca di allevamento.

La sezione idroponica dell’impianto può infatti essere costituita da vari moduli per l’allevamento di piante acquatiche; del tipo down-flo, up-flo, e vasche di lagunaggio.

La disponibilità di calore, in azienda, consente di mantenere in piena attività vegetativa le colture e superare il problema della stagionalità di questo tipo di utilizzo.

L’impianto pilota rappresenta il tentativo di coniugare attività industriali e produzione agricola sfruttando al meglio l’energia e le risorse residue dei processi produttivi, nel rispetto dell’ecosistema e delle risorse essenziali del territorio.

Utilizzare il calore residuo a bassa temperatura in uscita dallo stabilimento e le acque depurate per la produzione di piante in coltura idroponica non è quindi solamente possibile, ma anche conveniente.

 

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